Paxme e C-Dom: nel cuore dell’assistenza domiciliare

L’assistenza domiciliare integrata (ADI), oggi conosciuta come C-Dom, rappresenta un servizio sanitario che garantisce assistenza sanitaria a persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità.

Le cure domiciliari (C-Dom) offrono percorsi assistenziali a domicilio, assicurando la continuità della prestazione all’assistito evitandone, per quando possibile, l’ospedalizzazione.

 

 

Paxme, grazie al suo team di infermieri, fisioterapisti, OSS, psicologi e medici specializzati, rappresenta un punto nevralgico nell’ampia rete delle cure domiciliari, operando con trasparenza, professionalità e rispetto.

 

Nello specifico, l’intervento dell’équipe di Paxme è richiesto soprattutto nella cura delle lesioni cutanee, che siano esse da pressione o vascolari, di bassa o media complessità. Anche la riabilitazione rappresenta un tassello cardine del servizio di Paxme: con una percentuale di assistiti che si aggira attorno al 15%. I fisioterapisti Paxme si prendono cura dei bisogni riabilitativi dei pazienti con grande costanza e professionalità.

 

Paxme si occupa inoltre della gestione di cateteri vescicali, sonde e stomie per garantire ai pazienti un benessere e sollievo costante, migliorandone la qualità di vita a lungo termine.

 

 

Il cuore dell’assistenza domiciliare di Paxme batte più forte nel campo degli interventi specializzati, bisogni complessi che mettono in evidenza la qualità dell’operato e delle prestazioni di tutto il team: la cura di casi complessi e la gestione di ferite mediate l’utilizzo della vacuum therapy sono solo alcuni esempi di interventi articolati sostenuti da risposte multiprofessionali offerte dall’équipe di Paxme.

 

 

A livello territoriale, si rileva un dato di ATS Brianza dove la principale causa di presa in carico è stata rappresentata dalle lesioni cutanee, sia da pressione che vascolari (nel 45% dei casi), seguito dal 19% dei casi per cui le prestazioni hanno riguardato la gestione di cateteri vescicali, sonde e stomie. Nel 17% bisogni di tipo riabilitativo e nel 14% bisogni complessi sostenuti da risposte multiprofessionali ed interventi integrati.